Roma, “Stop alle beghe 5S. La Casa delle Donne è pronta a pagare”

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Roma, "Stop alle beghe 5S. La Casa delle Donne è pronta a pagare"

Roma, “Stop alle beghe 5S. La Casa delle Donne è pronta a pagare”

Dopo il no all’emendamento che sana il debito: ” Noi abbiamo già offerto 300 mila euro, ma dal Campidoglio nessuna risposta. Torniamo in piazza”

di RORY CAPPELLI

Lunedì dunque tutto il consiglio direttivo della Casa Internazionale discuterà i prossimi passi. ” Prepareremo un calendario di azione che includerà tutte le situazioni messe a rischio da questa politica ” sottolinea Loretta Bondì, per anni nel consiglio direttivo della Casa e direttora dei progetti internazionali di Be- Free.

“Quello che sta succedendo è una resa dei conti interna al Movimento 5S i cui contorni sono noti soltanto a loro. La Casa un anno fa ha presentato al Comune una proposta concreta e ragionevole di transazione offrendo 300mila euro, cioè i fondi che siamo riuscite a raccogliere grazie a cittadini e cittadine che in questo progetto credono, ai quali Raggi dovrebbe spiegare una volta per tutte perché non riesce neanche a risponderci e non riesce a motivare perché non accetta questa transazione. Stiamo facendo un lavoro che è di supplenza alle carenze del Comune, fornendo risposte a disagi e richieste di sostegno di cui non si è mai fatto carico ” . Cioè l’aiuto a donne vittime di violenza, essendo di fatto il primo porto di approdo per chi vive in situazioni di vulnerabilità.

“La Casa è infatti un raccordo essenziale per mettere le donne in contatto con strutture e organizzazioni ” continua Bondì, ” come Be Free, che si occupa di vittime di tratta e violenza, con un approccio di genere meditato e raffinato grazie ai tanti anni di attivismo. Perché questo patrimonio e questa storia, così ricchi e importanti, vengono trattati così? Che idea hanno della città, del Paese? Come li vedono, vista la volontà di depauperare il tessuto più vigoroso, solidale e attivo delle comunità?”, si domanda Loretta Bondì.

“La verità è che questi politici hanno in testa un progetto di ingegneria sociale dall’alto, mentre noi rappresentiamo il contrario: siamo una costruzione sociale dal basso che incredibilmente ha tenuto insieme diverse generazioni di donne di qualsiasi provenienza. Siamo la storia, ma senza storia non può esserci futuro”.