Scuola Estiva Be Free 2014 Bolsena (VT)

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campagne internazionali contro la violenza sulle donne

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Sulle Ande Argentine- foto di Danilo Palmisano

Le donne di Srebrenica- foto di Danilo Palmisano

Scuola Estiva Be Free 2014 Bolsena (VT)

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contra violencia

 

Pari opportunità, il rapporto del governo e quello delle donne

 

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 Articolo di Simona Lanzoni – Presidente Pangea (Il Fatto quotidiano 24 luglio 2014)

Nel 1995, a Pechino, la IV Conferenza Mondiale sulle donne individuò tre punti fondamentali per un Programma d’Azione: 1) guardare il mondo anche con gli occhi delle donne, 2) facilitare e sviluppare l’empowerment femminile, 3) “mettere le donne al centro” ovvero fare mainstreaming, considerando i bisogni e le necessità che la differenza di genere crea a livello di tutti i ministeri e delle politiche.

Furono individuate 12 aree di interesse su cui ogni governo – compreso il nostro – avrebbero dovuto lavorare per migliorare la condizione della metà della popolazione mondiale. E si stabilì anche la necessità di una verifica, ogni cinque anni, rispetto all’attuazione del Programma d’Azione su temi come povertà, educazione, salute, violenza, economia, conflitti armati, processi decisionali, meccanismi per il progresso delle donne nelle istituzioni, diritti umani, rapporto con i mass-media,ambiente, diritti e tutela delle bambine, dati e statistiche e priorità in ascesa.

Son passati ormai 20 anni dalla Conferenza di Pechino e l’Italia, proprio come gli altri Paesi, è stata sollecitata a formulare il proprio rapporto quinquennale.

Per questa ragione, a fine maggio 2014, il Dipartimento delle Pari Opportunità ha invitato le associazioni delle società civile impegnate sulle “questioni di genere” a dare un loro contributo alla relazione, così come richiesto dall’ONU, e in vista della presentazione che il governo italiano dovrà tenere sul tema a Ginevra il prossimo novembre.

E così, da fine maggio, Fondazione Pangea ha riunito e coordinato una rete di organizzazioni per la promozione dei diritti umani, associazioni delle donne, ong, coordinamenti sindacali e singole esperte di genere, per la redazione del contributo da inviare al governo. A sorpresa, però, a giugno il governo invia autonomamente un proprio rapporto senza attendere né avvisare le associazioni che da ormai un mese stavano lavorando.

Oggi presso la sala stampa della Camera dei Deputati, ospitata dall’Onorevole Rosa Villecco Calipari, si è svolta la presentazione del rapporto “Cosa veramente è stato fatto in Italia per le donne” nel quinquennio 2009-2014 in base all’attuazione della Piattaforma d’Azione di Pechino. Un rapporto evidentemente “non governativo” che le organizzazioni hanno ritenuto doveroso divulgare, tanto per precisare alcuni punti che non sono emersi nella relazione di Governo. Il rapporto è scaricabile su questo link.

L’Italia, rispetto al tema della parità di genere, ha attirato l’attenzione e le critiche delle istituzioni internazionali (1) diverse volte negli ultimi cinque anni. Anche se recentemente vi è una maggiore rappresentanza di donne ai vertici della politica, (ministre, parlamentari etc.) ciò non equivale a una piena attuazione delle pari opportunità o che le donne vivono meglio nel Paese in cui si registra uno dei peggior tassi di occupazione femminile, uno dei più alti tassi di disoccupazione, una quasi delle totale assenza delle donne nei media a titolo di esperte o opinion leader (16% vs l’84% degli uomini) (2), mentre continuano facilmente a far notizia come vittime (3) e via dicendo.

Il rapporto del governo rappresenta in modo alquanto parziale e approssimativo la realtà che vivono ogni giorno le donne in Italia; non cita quasi mai le fonti e i dati delle azioni si cui parla spesso si riferiscono ad azioni antecedenti al periodo 2009-2014; non sempre si riportano notizie esatte, soprattutto non si analizzano a sufficienza le cause reali delle diseguaglianze.

Il bassissimo tasso di interruzione volontaria di gravidanza –per esempio ( p.20) – non è dovuto a un efficiente pianificazione familiare come riporta il testo formulato dal governo, ma al contrario “ alla chiara coscienza della situazione drammatica e senza scelta in cui le donne si trovano: discriminazioni, precarietà (4) e mancanza di lavoro, elevati costi delle abitazioni, progressivo smantellamento del sistema del welfare, nonché assenza di effettive ed efficaci politiche di sostegno alla genitorialità oltre a un generale malessere sociale” come restituiscono le associazioni”.

 Le principali criticità o “dimenticanze” individuate nel rapporto della società civile sono:

- la carenza di un sistema di raccolta, analisi e diffusione di statistiche di genere, che potrebbe consentire il monitoraggio e la valutazione delle politiche messe in atto a diversi livelli;

- l’elevato livello di povertà femminile soprattutto nelle famiglie monoparentali, nonché il progressivo assottigliarsi del già fragile sistema di welfare,

- l’insufficiente difesa della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi,

- il basso tasso di occupazione delle donne e la generale mancanza e precarietà di lavoro sia tra le nuove generazioni sia tra le over 40,

- la questione della violenza maschile sulle donne in assenza di un complessivo ed efficace sistema di contrasto e l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul,

- il monitoraggio dell’applicazione delle Convenzioni a partire dalla CEDAW (Convenzione per l’eliminazione delle discriminazioni contro le donne) e del sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite, nonché delle Risoluzioni dell’ONU su Donne, Pace e Sicurezza che riguardano da vicino un paese con un numero significativo di“missioni militari di pace” ed un costante flusso di arrivi di migranti, in particolare richiedenti asilo che provengono da zone di guerra e di conflitto;

- il rapporto donne e media;

- il riconoscimento delle problematiche ambientali collegate alle donne e alle loro esperienze e saperi, per garantire sicurezza sociale e risorse ambientali “pulite”e rinnovabili.

L’Italia, il governo Italiano, deve fare chiarezza e impegnarsi diversamente a partire dal periodo della sua Presidenza UE al fine di rispettare gli obblighi internazionali del Paese e dimostrare un radicale cambiamento di tendenza rispetto alla responsabilità che lo Stato ha e intende assumere nei confronti di tutte le donne che vivono in Italia per promuovere la parità di genere e quindi lo Sviluppo in Italia. A cominciare dal dire le cose come stanno.

1 Il rapporto ONU/CEDAW del 2011 e la visita in Italia della Special Rapporteur dell’ONU sulla Violenza sulle donne, hanno ampiamente segnalato le maggiori “criticità” per l’accesso ai diritti delle donne in Italia.

2 Dati forniti da Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia, respons.le dell’Osservatorio Europeo sulle Rappresentazioni di Genere

3 Nel 16% dei casi contro il 7% dei casi maschili

4 “Dimissioni in bianco”, contratti ultraprecari e lavoro nero.

 

Scuola estiva Be Free un’occasione per riflettere sul potere

Questioni di Potere.

In arrivo la IV Scuola Residenziale estiva di BeFree – edizione 2014.

30 agosto – 3 settembre 2014
Convento di Santa Maria del Giglio
Bolsena (Vt)

Guarda l’intervista della presidente Oria Gargano sulla scuola

Dibattiti, tavole rotonde, laboratori, approfondimenti con esponenti di spicco della politica, dell’associazionismo, del mondo della cultura e dello spettacolo.

Le donne e il potere, una questione sempre controversa , un nesso contraddittorio e complesso che richiede elaborazioni teoriche originali, interpretazioni innovative, al di fuori di ogni retorica e esemplificazioni. Questa l’ambizione a cui punta la scuola estiva di Be Free che avrà luogo dal 30 agosto al 3 settembre 2014 presso il Convento Santa Maria del Giglio di Bolsena.

Giunta, dopo i successi degli anni trascorsi, alla sua IV edizione, la scuola estiva di Be free quest’anno intende esplorare le diverse articolazioni e implicazioni del potere, nonché le sue manifestazioni storiche e contemporanee, indagando il suo intreccio profondo con il presente, con una crisi economica e sociale che si declina sempre di più crisi dell’autorità maschile.

Si discuterà del potere in tutte le sue declinazioni, come dispositivo normativo e di controllo della soggettività femminile, come ordine simbolico del maschile che ha inglobato la soggettività delle donne riducendole ad una subalternità monolitica, ma anche potere come aspirazione, da raggiungere con modalità strumentali a quella stessa subalternità, o, al contrario, con modalità oppositive e liberatorie, agendo la dimensione politica del conflitto.

E ancora parleremo di potere come pratica intimamente rivoluzionaria, sia nella dimensione pubblica che nella dimensione più legata alla propria identità sessuata femminile; il potere, come impalpabile e incombente oggetto del desiderio, miccia che accende i conflitti fra donne che, a loro volta, hanno di fatto ostacolato il raggiungimento di una posizione autorevole.
Tra le relatrici avremo storiche come Maria Paola Fiorensoli, che ci racconterà la traiettoria del Re Carlo VII Delfino di Francia dall’originale punto di vista di sei donne straordinarie, e Fiorenza Taricone che parlerà dell’affermazione
di un pensiero femminile/femministe a cavallo tra l’ottocento e il novecento, con la politica Laura Cima, autrice de il complesso di Penelope e Anna Simone che attraverso il suo libro “I talenti delle donne” ci parlerà di donne autorevoli che attraverso le loro biografie e scelte individuali hanno fatto la “differenza” ponendosi irriducibili alla narrazione di superficie dell’universo femminile.
Pedagogiste e comunicatrici (Alessia Murone, Francesca Borrusio, Loredana Lipperini, Pina Caporaso),ci aiuteranno a definire i sistemi formativi come omogeneizzanti del potere e Margherita Giacobino, che ci introdurrà al Potere dell’ erotico in Audre Lore.
L’istituto carcerario in tutte le sue forme storiche e contemporanee sarà affrontato da Rossella Postorino, autrice de “Il corpo docile” e dalle operatrici antitratta di Be Free, che dal 2009 lavorano nel C.I.E. Ponte Galeria (Roma)
Il potere nel senso di “empowerment” sarà discusso a partire dall’esperienza del gruppo di automutuaiuto per donne vittime di violenza condotto dalla psicologa di Be Free Francesca Esposito e raccontato dalle protagoniste di questo insolito progetto, significativamente chiamato “Le fenici volano verso Itaca”.
Il rapporto tra donne della politica e potere politico sarà al centro di un’intera mattinata cui interverranno parlamentari e consigliere dei governi territoriali, quali Celeste Costantino, Marta Bonafoni, Gabriella Gramaglia, Eleonora Forense, Valeria Fedeli, Mara Mucci, Elettra Deiana

Un’ampia sessione sarà dedicata alla questione del protagonismo femminile nelle mafie con il contribuito Alessandra Dino, docente di sociologia dell’ università di Palermo, Franca Imbergamo, PM antimafia, Francesca Kock, Casa Internazionale delle donne e Cinzia Paolillo, presidente associazione antimafia daSud.

Del potere maschile si discuterà con Lorenzo Gasparrini di “Maschile plurale”, attivista e blogger di questouomono.

L’ultimo giorno si parlerà di femminismo oltre ogni stereotipo, con Lidia Campagnano e con la discussione del documento di BeFree “L’arte di uccidersi fra donne”.

Laboratori, spettacoli teatrali e momenti ludici, inclusi esercizi mattutini di risveglio energetico, faranno da cornice alla Scuola Estiva.
Particolarmente curata sarà l’alimentazione (presto pubblicheremo i menu giornalieri) e sarà possibile ottenere pasti speciali per problematiche alimentari.
info e costi: Gaia 339 3803389/Antonella 3492661601 oppure befree.scuolaestiva@gmail.com

Programma Locandina  Brochure

A BOLOGNA UN FESTIVAL LEGATO AL REGIME ERITREO: ANCORA UNA VOLTA, “ITALIANI BRAVA GENTE”.

Be free cooperativa sociale contro tratta violenze discriminazioni esprime la propria solidarietà nei confronti delle proteste messe in campo da diverse Associazioni della diaspora eritrea, in occasione del Festival Bologna Eritrea che si terrà presso l’Arena Parco Nord dal 4 al 7 luglio 2014 ( qui l’appello alla mobilitazione http://eritreademocratica.wordpress.com/)

 Riteniamo che la concessione di un’area comunale per lo svolgimento di un Festival legato al regime del Presidente Afewerki sia un’ulteriore violenza per le migliaia di Eritrei che ogni mese a rischio della propria vita sono costretti a fuggire dal loro Paese.

La Special Rapporteur sulla situazione dei diritti umani in Eritrea dell’ ONU, Sheila B. Keetharuth, nel rapporto 2013 afferma che, stando alle stime dell’ UNHCR – Agenzia Onu per i rifugiati- più di 4000 eritrei, inclusi minori non accompagnati, lasciano il Paese ogni mese nonostante gli ordini di “sparare per uccidere” attuati dalle guardie di frontiera e gli estremi pericoli lungo le vie di fuga.

L’estensiva militarizzazione di tutti gli aspetti della vita in Eritrea, la paura e l’esperienza del servizio militare nazionale, la detenzione arbitraria e gli abusi e torture subiti dai detenuti sono tra le principali ragioni che costringono gli Eritrei a fuggire.

Anche Human Right Watchs è chiaro nel condannare il regime di Afewerki: nel suo World Report 2103 si afferma che “tortura, detenzione e repressione della libertà di espressione e di associazione rimangono routine in Eritrea. Non sono state tenute elezioni da quando l’Eritrea ottenne l’indipendenza nel 1993, la Costituzione non è mai stata implementata e i partiti politici non sono permessi […] Gli eritrei sono soggetti a incarcerazione senza alcun processo. Torture e abusi in prigione sono all’ordine del giorno”.

La strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, nella quale sono morte 366 persone,  e le cui immagini sono ancora davanti ai nostri occhi, non può che obbligarci a prendere una netta posizione nel condannare qualsiasi tentativo di complicità con il regime eritreo da parte delle Istituzioni Italiane, che ancora una volta dimostrano come l’Italia non abbia nessuna intenzione di mettere in discussione il suo passato coloniale e come nella Fortezza Europa non ci sia spazio per la tutela dei diritti.

Per questo motivo Be free aderisce all’appello del Coordinamento Eritrea Democratica e invita tutti e tutte alla

MANIFESTAZIONE A BOLOGNA

CONTRO IL FESTIVAL DEL REGIME ERITREO

5 LUGLIO 2014 ORE 17

PIAZZA MAGGIORE

info:

http://eritreademocratica.wordpress.com/

http://www.eysc.net/

Scuola politica Be Free, IV edizione: “Questioni di potere”

Scuola politica Be Free, IV edizione: “Questioni di potere”

Presso il Convento Madonna del Giglio di Bolsena (Vt)
30 agosto-3 settembre 2014

visualizza la locandina
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Ecco il programma:

Sabato 30 agosto

Ore 15:00 Arrivo

Ore 16:30 APERICORSO Presentazione scuola e staff,

Oria Gargano, Gaia Brunetti, Sara Pollice, Anna Verdelocco, Angela Ammirati, Antonella Petricone

saluti istituzionali.

Ore 17:00 Laura Cima, scrittrice, “Il complesso di Penelope”

Ore 18:00 Anna Simone, sociologa, “Le donne e il potere”

Ore 20:00 Cena

Ore 21:00 Spettacolo teatrale con e di Francesca Romana Miceli Picardi

 

Domenica 31 agosto

Ore 8:30 Risveglio energetico

Ore 9:00 Colazione

Ore 10:00 Maria Paola Fiorenzuoli, storica, “Sei donne per un Re”

Ore 11:00 pausa caffè

Ore 11:50 Fiorenza Taricone, Storica. Univ studi di Cassino e Lazio Meridionale, “Emancipazione come potere?”

Ore 12:30 Dibattito

Ore 13:30 Pranzo

Ore 16:00 Alessandra Chiricosta, filosofa e studiosa di arti marziali, “Il potere della forza guerriera”

Ore 18:30 Patricia Pulido, presidente Acaf, “Il potere economico gestito dal basso”

Ore 20:00 Cena

Ore 21:30 Laboratorio teatrale a cura di Giusi Cicciò “Il potere che voglio” a seguire, spettacolo teatrale “Forse forse forse…”

Lunedì 1 settembre

Ore 8:30 risveglio energetico

Ore 9:00 colazione

Ore 10:00 Il potere dell’esperienza
Gruppo di auto-mutuo aiuto  di Be free “La Fenici che volano verso Itaca”
presenta Francesca Esposito, psicologa-consulente Be Free

Ore 11:00 Pausa caffè

Ore 11:50: Il potere dell’educazione
Alessia Muroni,  storica dell’arte
Francesca Borrusio, docente di Scienze della formazione Roma Tre
Pina Caporaso, docente, blogger, socia Archivia, Rete donne 2013
Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice

Ore 12:30: Dibattito

Ore 13:30 pranzo

Ore 17:00 Le istituzioni totali, il carcere
Rosella Postorino “il corpo docile”
Il C.I.E.
a cura dello staff di Be Free a Ponte Galeria

Ore 18:00 Lorenzo Gasparrini, Maschile plurale, “Mascolinità: un ruolo di potere?”

Ore 20:00 Cena

Ore 21:30 Spettacolo teatrale vincitore del premio Franca Rame 2014

Martedì 2 settembre

Ore 8.30 Risveglio energetico

Ore 9:00 Colazione

Ore 10:00 Potere donne e istituzioni
Milvia Spadi, giornalista, “Intervista ad Andreotti su Santa Caterina da Siena”
Segue tavola rotonda con le Politiche
Celeste Costantino, Marta Bonafoni, Valeria Fedeli, Eleonora Fiorenza, Mara Mucci, Elettra Deiana
coordinano Vittoria Tola, delegata nazionale Udi (Rm) e Maura Misiti, ricercatrice CNR

Ore 11:50 Pausa caffè
Ore 12:30 Dibattito
Ore 13:30 Pranzo

Ore 16:00 laboratorio teatrale a cura di Giusi Ciccò “Il potere che voglio”

Ore 18:00 Donne e mafia, intervengono:
Alessandra Dino, sociologa, università di Palermo
Cinzia Paolillo, Presidente di Dasud
Francesca Koch, presidente della Casa internazionale delle donne di Roma
Franca Imbergamo, magistrata antimafia
Coordina Angela Ammirati, Be Free

Ore 20:00 Cena

Ore 21:30 Festa di saluto alla libreria della donne di Bolsena

Mercoledì 3 settembre

Ore 8:30 Risveglio energetico

Ore 9:00 Colazione

Ore 10:00 Lidia Campagnano,  scrittrice e giornalista, “Il potere del femminismo”

Presentazione del documento-manifesto di BeFree: “L’arte di uccidersi tra donne”

Ore 11:00 Pausa caffè

Ore 11:50 Restituzione

Ore 13:30 Pranzo

Partenza

La quota comprensiva di pensione completa è di 350,00 euro (entro e non oltre il 30 luglio 2014)
Per informazioni: Antonella 3492661601 -  Gaia 339 3803389
Per iscrizioni email: befree.scuolaestiva@gmail.com
 

Staff scuola estiva Be Free: Oria Gargano, Gaia Brunetti, Sara Pollice, Anna Verdelocco, Angela Ammirati, Antonella Petricone

 

 

“Le cose cambiano”, Roma

Molto bello l’appuntamento conclusivo del progetto “lecosecambiano” che si è svolto lo scorso14 Maggio presso il Teatro dell’opera .

Davvero apprezzabile la scelta di limitare gli interventi istituzionali (erano presenti l’assessore alla scuola Alessandra Cattoi e il sindaco Ignazio Marino), interventi che comunque sono stati misurati e non hanno invaso lo spazio dedicato sopratutto alla restituzione di un percorso che ha coinvolto  quasi 2.500 giovani. (…)