Presidio in Campidoglio 24 Giugno ore 16.30

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Presidio  in Campidoglio
24 Giugno ore 16.30
Roma

                     La Violenza alle donne è una questione seria 

      26 GIUGNO 2016: IL COMUNE CHIUDE SOSDONNAH24 

Ci rivolgiamo direttamente alla Sindaca di Roma: 

No alla Chiusura di SOS DONNA H 24

I fatti: Il 31 maggio u.s. il Comune di Roma – Dipartimento Comunicazione sono stati convocati tre organizzazioni del privato sociale che gestiscono servizi per le donne vittime di violenza per comunicare solo verbalmente che NON SAREBBERO STATI PROROGATI I SERVIZI tutti in scadenza di progetto. Nello specifico, erano state convocate: BeFree (Centro Antiviolenza “Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez” e “SOSDONNA H24”), Telefono Rosa (“Casa internazionale dei diritti umani delle donne”) e Ceis-Don Picchi ( Casa di Semiautonomia “Il Giardino dei Ciliegi”).

Questa la seguente e sconcertante motivazione fornita: poiché il 20 aprile u.s. è stato varato il Decreto Legislativo n. 50 (“Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione e sugli appalti pubblici) il Comune “ha determinato” di NON EMANARE NUOVI BANDI NE’ CONCEDERE PROROGHE in mancanza di direttive attuative del decreto stesso.

TUTTO QUESTO, NONOSTANTE I FONDI ECONOMICI PER I SUDDETTI SERVIZI SIANO DISPONIBILI E GIA’ MESSI A BILANCIO.

Invano gli Enti gestori hanno fatto notare che i servizi in oggetto non sono servizi qualsiasi, ma SERVIZI PUBBLICI a favore di una problema sociale drammatico e di soggetti in forte difficoltà: le donne vittime di violenza di genere. Invano abbiamo ricordato gli obblighi dello Stato in tutte le sue articolazioni in merito alla protezione delle vittime e alla prevenzione del fenomeno, così come sancito dalla Convenzione sulla Violenza contro le donne del Consiglio d’Europa (Istanbul, 2011).

BeFree ha immediatamente lanciato una petizione su Change.org, raccogliendo circa 10.000 firme. Nello stesso abbiamo animato una campagna di comunicazione, che è stata colta e rilanciata dalle più importanti testate giornalistiche, radiotelevisive e del web.

IL 16 GIUGNO, DOPO MOLTI TENTATIVI DI CONTATTO CON IL COMUNE,

Ecco la brutale e dolorosa comunicazione:

IL COMMISSARIO TRONCA HA DISPOSTO UNA BREVE PROROGA PER I SERVIZI ANTIVIOLENZA RESIDENZIALI, MA NON PER SOSDONNA H24, CHE NON HA IL SERVIZIO DI OSPITALITA’.

SOSDONNA ha seguito ad oggi   (17 GIUGNO 2016) 1934 donne, sostenendole sul piano psico-sociale, psicologico, legale e formativo.

1934 donne hanno beneficiato di un percorso di fuoriuscita dalla violenza che subivano insieme ai loro figli.

SOSDONNA E’ ACCESSIBILE H24, E LE OPERATRICI SI RECANO, A QUALSIASI ORA DI QUALSIASI GIORNO, TRAMITE UNA SEMPLICE TELEFONATA DA PARTE DI PRESIDI PUBBLICI, PRESSO POSTI DI POLIZIA, PRONTO SOCCORSO, SERVIZI SOCIALI IN CUI C’E’ UNA DONNA POTENZIALE O ACCERTATA VITTIMA DI VIOLENZA, PER POTERLA ACCOGLIERE, PER POTERLA RASSICURARE, PER POTERLA INSERIRE IN PERCORSI DI ECCELLENZA.

SOSDONNA E’ UN IMPORTANTE POLO DI AGGREGAZIONE PER IL MUNICIPIO VIII, DOVE SORGE IL CASALE ROSA CHE LO OSPITA, E DOVE LE DONNE DEI TERRITORI INSIEME ALLE/AI LORO BAMBINE/I TROVANO LABORATORI, INIZIATIVE, OCCASIONI DI RIFLRESSIONE E DI DIFFUSIONE DELLA CULTURA DEL RISPETTO TRA I GENERI E DELLA CURA DEL SE’.

BEFREE, INSIEME ALLA PARTE PIU’ SANA E CONSAPEVOLE DELLA SOCIETA’, NON ACCETTANO QUESTA ASSURDA DECISIONE, NON ACCETTANO CHE LE 1934 DONNE FINORA SEGUITE SI TROVINO SENZA QUESTO IMPORTANTE PRESIDIO, NON ACCETTANO CHE CENTINAIA DI ALTRE DONNE SIANO PRIVE, IN FUTURO, DI UNO STRUMENTO COSI’ FONDAMENTALE.

TUTTI E TUTTE SVENTOLANO E FANNO PROPRIE FRASI E, ANALISI E SOLUZIONI SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE.

ALLA PROVA DEI FATTI, PERO’, QUESTO TANTO SBANDIERATO SOSTEGNO CROLLA PERSINO DI FRONTE AD UN SUPPOSTO SCOGLIO BUROCRATICO.

ADDIRITTURA SI ASSUMONO DECISIONI CHE CONFLIGGONO CON LA COMPETENZA DI COSA QUESTO FENOMENO SIA, DI COME BISOGNA AFFRONTARLO, DI QUANTO IL SOSTEGNO SPECIALISTICO SIA L’UNICA POSSIBILITA’ DI SALVEZZA PER LE DONNE IN RELAZIONI VIOLENTE CHE, COME LA CRONACA CI RACCONTA ORMAI OGNI GIORNO, RISCHIANO MOLTO DI PIU’ DI UN IMPASSE AMMINISTRATIVO: RISCHIANO LA VITA STESSA.

A nome di tutte le donne in difficoltà

Per rendere davvero efficace e coerente la battaglia contro la violenza alle donne

VI invitiamo ad un presidio presso Piazza del Campidoglio VENERDÌ 24 GIUGNO h 16.30

Per chiedere tutti/e insieme di impedire la chiusura di SOSDONNAH24 nella data prevista del 26 giugno e di capire il destino degli altri servizi antiviolenza del Comune di Roma!

 

Info Stampa

Angela Ammirati: 3663572521

Emanuela di  Donato: 3476230236

Oria Gargano: 3398329321

befree.ufficiostampa@gmail.com

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SOS Donna H24 NON DEVE CHIUDERE!

SOS DONNA H24 NON DEVE CHIUDERE!

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Questo è il Casale Rosa che ospita Sosdonnah24 del comune di Roma gestito dalla cooperativa Befree .

Un luogo dove 1934 donne (ad oggi) hanno trovato sostegno psicosociale psicologico legale educativo per uscire dalle situazioni di violenza che stavano vivendo.

Un luogo in cui la comunità del territorio ha trovato eventi laboratori dibattiti per confrontarsi con le istituzioni per respirare cultura di accoglienza e condivisione.

 Un luogo in cui le donne sopravvissute alla violenza hanno avuto modo di incontrarsi, di ripercorrere le loro vicende, di darsi e di trovare forza.

Il comune ha deciso di non riemettere il bando in tempo utile per la scadenza dell’affidamento (26 giugno), di non fare una proroga del servizio, nonostante i fondi necessari siano messi a bilancio.

 Cosa farà il/là nuovo/a sindaco/a? FACCIAMOCI SENTIRE!

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Appello di Befree: non chiudete i centri antiviolenza di Roma

Roma 1 giugno 2016

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IL COMUNE DI ROMA VUOLE CHIUDERE LO STORICO CENTRO ANTIVIOLENZA “DONATELLA COLASANTI E ROSARIA LOPEZ” ATTIVO DAL 1997

firma la nostra petizione

MENTRE il feroce femminicidio di Sara Di Pietrantonio suscita sgomento e dibattito MENTRE la parte più consapevole della società civile pretende risposte istituzionali adeguate alla gravità ed alla pervasività del fenomeno della violenza di genere MENTRE partono petizioni per aprire sportelli/centri antiviolenza in ogni Municipio IL COMUNE DI ROMA VUOLE CHIUDERE LO STORICO CENTRO ANTIVIOLENZA “DONATELLA COLASANTI E ROSARIA LOPEZ” ATTIVO DAL 1997 NEL SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI MALTRATTAMENTI CHE VOGLIONO USCIRE DA UNA SITUAZIONE DI VIOLENZA.

In data 13 maggio u.s. la dott.ssa Oria Gargano, Presidente di BeFree cooperativa, che gestisce il Servizio, e la dott.ssa Francesca De Masi, Responsabile del Centro antiviolenza, sono state convocate presso il Dipartimento Comunicazione del Comune di Roma, per apprendere di un effettivo e imminente pericolo di chiusura del Centro antiviolenza. Il Centro è un punto di riferimento storico sul territorio romano, sia per le donne che nel corso di 20 anni hanno avuto accesso alla struttura, sia per tutte le istituzioni (Forze dell’Ordine, Procure, Ospedali, servizi sociali, associazioni del privato sociale, ecc) che hanno trovato nel Centro antiviolenza un imprescindibile strumento sia di emersione che di presa in carico del grave e diffuso fenomeno della violenza di genere. Dal 1997 il Centro Antiviolenza ha aiutato e seguito quasi 10000 ( per l’esattezza 8958 alla data di oggi) donne, provenienti da tutti i municipi di Roma, oltre che da altre città e regioni di Italia. Ha inoltre ospitato più di 300 donne, con figli minori, che hanno avuto una reale opportunità di ricostruire la propria esistenza, fortemente messa a repentaglio dalle violenze subite, e di progettare un futuro libero, indipendente e sereno.

Un luogo così importante per il contesto sociale romano è a rischio chiusura: la struttura infatti sorge all’interno dell’ edificio “Ex Bruno Buozzi”, di 7 piani, che accoglie diverse case famiglia, centri anziani, servizi socio-sanitari, tutti afferenti al Comune di Roma. Sulla base delle informazioni ricevute, abbiamo appreso che l’edificio intero non è di competenza comunale (come appariva certo e documentato, anche da determine comunali che risalgono al 1996) ma che in realtà la proprietà di esso è della Regione Lazio, il cui Ufficio Patrimonio sta reclamando la riscossione di imponenti cifre per l’occupazione, facendo riferimento a circa 20 anni di usufrutto dei locali. Il Comune, da parte sua, non sembra avere la possibilità di saldare un debito così importante, e l’unica soluzione che si sta profilando è di chiudere il servizio. Pertanto, se non verrà risolto tale contenzioso tra Comune e Regione, il 30 luglio 2016, data di scadenza del bando di affidamento del Centro antiviolenza, questo importante spazio verrà chiuso.

Questo dato desolante è stato confermato il 31 maggio 2016, quando siamo state nuovamente convocate insieme a enti gestori di altri centri antiviolenza di proprietà comunale (SOSDonna H24, Casa Internazionale dei Diritti Umani delle Donne e Casa di Semiautonomia Giardino dei Ciliegi) per apprendere che anche per i servizi in questione si profila una chiusura. Il motivo, in questo caso, è l’impossibilità di emanare i bandi per il rinnovo dell’affidamento o le eventuali proroghe (sono tutti prossimi alla scadenza del contratto) a motivo della recente Normativa sugli appalti pubblici (ex decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), di cui non sono ancora note le linee attuative.

QUESTO SIGNIFICA CHE, DAL LUGLIO PROSSIMO, LE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZE NON AVRANNO NESSUN AIUTO DALLA CAPITALE D’ITALIA SI FA PRESTO A DIRE ALLE DONNE “DENUNCIA”, E CONTEMPORANEAMENTE CHIUDERE TUTTI GLI SPAZI DI ASCOLTO E DI SOSTEGNO!

CHIEDIAMO AI/ALLE CANDIDATI/SINDACO DI PRENDERE IMMEDIATAMENTE PAROLA SU QUESTO GRAVE PROBLEMA, DEL QUALE ABBIAMO GIA’ PROVVEDUTO AD INFORMARE IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DOTT. FRANCESCO PAOLO TRONCA.

CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI, ALLE ORGANIZZAZIONI ANTIVIOLENZA, ALLA SOCIETA’ CIVILE CHE SI PUO’ DEFINIRE TALE, ALLA STAMPA, DI SCHIERARSI A DIFESA DEL CENTRO ANTIVIOLENZA, E DI CAPIRE/FAR CAPIRE LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, ED IL DANNO POLITICO, ETICO SOCIALE CHE LA CHIUSURA DEL CENTRO LOPEZ E COLASANTI (NONCHÉ DI TUTTI GLI ALTRI SERVIZI ANTIVIOLENZA DEL COMUNE DI ROMA) RAPPRESENTEREBBE PER LA COMUNITÀ TUTTA PERCHE’

IN MANCANZA DI MOBILITAZIONI ADEGUATE, DOVREMO CONCLUDERE CHE GLI “INDIFFERENTI” NON SONO SOLO GLI AUTOMOBILISTI CHE NON HANNO SOCCORSO SARA ALL’ALBA DEL 29 MAGGIO, E CHE LE DICHIARAZIONI DI CORDOGLIO E DI ESECRAZIONI SONO COLPEVOLI BUGIE.

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Inter/Rotte: storie di tratta, percorsi di resistenze

Il 18 maggio Be free ha presentato in conferenza stampa

logoInter/Rotte: storie di tratta, percorsi di resistenze

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Uno studio sul traffico di esseri umani di BeFree Cooperativa Sociale con il sostegno dell’Open Society Foundations.

Sono intervenute: Oria Gargano (presidente di Be Free, cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni), Carla Rosaria Quinto (avvocato), Francesca De Masi (operatrice di Be Free Cooperativa Sociale), Federica Festagallo (mediatrice culturale), Loretta Bondi (giornalista e scrittrice), Maria Ludovica Bottarelli Tranquilli Leali (membro del Coordinamento italiano della Lobby Europea delle donne).


Rassegna stampa:
http://www.osservatoriointerventitratta.it/?p=7628
http://ilmanifesto.info/storie-di-tratta-la-maman-nigeriana-spodestata-dai-miliziani-dellisis/
http://www.ingenere.it/news/interrotte-storie-tratta-rapporto-befree
Inter/rotte. Le nuove mappe criminali della tratta | Left

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L’8 marzo a Ikea Porta di Roma

L’8 marzo 2016 alle 18:30 nel negozio di Ikea Porta di Roma per la presentazione di una collezione realizzata a mano da due imprese sociali di donne indiane che sarà disponibile in alcuni negozi Ikea in Europa.

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In quest’occasione ci saremo anche noi di BEfree, a cui IKEA Porta di Roma devolverà tutto l’incasso del ristorante effettuato l’8 marzo 2016 dalle ore 18 fino alla chiusura.

 

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