#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

 

#befreefromviolence: 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#Befreefromviolence

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il 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

Esposizione contro la violenza domestica

Appuntamento il 2 ottobre: 27 artisti italiani e internazionali espongono le loro opere per testimoniare contro la violenza domestica al museo Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio.

La campagna contro la violenza domestica #befreefromviolence continua nelle strade e nelle piazza di Roma e con una meravigliosa mostra a cui partecipano artisti italiani e internazionali. Condividete l’evento, vi aspettiamo, unitevi alle centinaia di persone che si sono già prenotate per partecipare all’apertura della mostra !

#BeFreefromViolence  è dedicata al sostegno delle attività di Be Free e in particolare dello Sportello Donna h24, presso il Pronto soccorso generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini (Roma). Avviato nel 2009, Sportello Donna è un punto di accoglienza permanente, aperto 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Unico nel suo genere e fortemente innovativo, Sportello Donna ha sostenuto, dal 2009 a oggi, oltre 3000 donne che hanno intrapreso un percorso di allontanamento da situazioni di violenza, con il supporto psicosociale e la consulenza legale offerte da BeFree.

#Befreefromviolence: 19 settembre a Sant’Egidio

 

#Befreefromviolence

Contro la violenza domestica

il 19 settembre a Trastevere troverai le lenzuola di #befreefromviolence

 
Dalla comunità virtuale ai territori:  la campagna  #befreefromviolence contro la violenza domestica   scende nelle piazze della città.
 
Unisciti a noi il 19 Settembre dalle 10:00 ad oltranza in piazza Sant’Egidio a Trastevere troverai un paesaggio urbano cambiato dalle lenzuola che verranno appese nella piazza con gli slogan della campagna. La campagna #befreefromviolence ha preso a proprio simbolo il lenzuolo elemento comune e riconoscibile da tutti – per evocare la pervasività e l’ordinarietà della violenza, la sua appartenenza all’ambito del privato.
 
Uno di questi lenzuoli e’ stato commissionato ad alcune ricamatrici detenute nel carcere di Rebibbia. Le operatrici di BeFree saranno presenti in questi luoghi per coinvolgere i passanti in una campagna di informazione/educazione del pubblico.
 
Il 29 Settembre terremo un evento al Casale Rosa, via di Grotta Perfetta 610, sede del servizio SoS H24 del Comune di Roma gestito da BeFree Cooperativa di recente trasferitosi dalla zona di Cinecitta’. In questa occasione la Fondazione Résonnance, che si esibisce in contesti non convenzionali, terra’ un concerto per piano e voci (ore 18:00). L’iniziativa e’ finalizzata a coinvolgere il municipio e i suoi abitanti per informarli sulle attivita’ di BeFree nell’ VIII Municipio.
 
Come puoi aiutarci:
 
  • Partecipa agli eventi sui territori della campagna #befreefromviolence,
  • Invita i tuoi contatti ad unirsi a noi,
  • Appendi e fai appendere lenzuola con lo slogan #befreefromviolence alle finestre e ai balconi di casa;
  • Se non l’hai ancora fatto, scattati un #selfie con il cartello #befreefromviolence condividilo con i tuoi contatti social e invitali a fare altrettanto.
 
 La partecipazione di tutti ci aiuterà nello sforzo di sensibilizzazione contro la violenza domestica. Il vostro appoggio alle azioni di BeFree cooperativa ci consentiranno di sostenere le attività della cooperativa e in particolare, andranno a sostegno dello Sportello Donna H/24 che BeFree gestisce presso il pronto soccorso dell’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma e che, fino ad oggi, ha assistito 3000 vittime di violenza.

Pari opportunità, il rapporto del governo e quello delle donne

 

lanzoni

 Articolo di Simona Lanzoni – Presidente Pangea (Il Fatto quotidiano 24 luglio 2014)

Nel 1995, a Pechino, la IV Conferenza Mondiale sulle donne individuò tre punti fondamentali per un Programma d’Azione: 1) guardare il mondo anche con gli occhi delle donne, 2) facilitare e sviluppare l’empowerment femminile, 3) “mettere le donne al centro” ovvero fare mainstreaming, considerando i bisogni e le necessità che la differenza di genere crea a livello di tutti i ministeri e delle politiche.

Furono individuate 12 aree di interesse su cui ogni governo – compreso il nostro – avrebbero dovuto lavorare per migliorare la condizione della metà della popolazione mondiale. E si stabilì anche la necessità di una verifica, ogni cinque anni, rispetto all’attuazione del Programma d’Azione su temi come povertà, educazione, salute, violenza, economia, conflitti armati, processi decisionali, meccanismi per il progresso delle donne nelle istituzioni, diritti umani, rapporto con i mass-media,ambiente, diritti e tutela delle bambine, dati e statistiche e priorità in ascesa.

Son passati ormai 20 anni dalla Conferenza di Pechino e l’Italia, proprio come gli altri Paesi, è stata sollecitata a formulare il proprio rapporto quinquennale.

Per questa ragione, a fine maggio 2014, il Dipartimento delle Pari Opportunità ha invitato le associazioni delle società civile impegnate sulle “questioni di genere” a dare un loro contributo alla relazione, così come richiesto dall’ONU, e in vista della presentazione che il governo italiano dovrà tenere sul tema a Ginevra il prossimo novembre.

E così, da fine maggio, Fondazione Pangea ha riunito e coordinato una rete di organizzazioni per la promozione dei diritti umani, associazioni delle donne, ong, coordinamenti sindacali e singole esperte di genere, per la redazione del contributo da inviare al governo. A sorpresa, però, a giugno il governo invia autonomamente un proprio rapporto senza attendere né avvisare le associazioni che da ormai un mese stavano lavorando.

Oggi presso la sala stampa della Camera dei Deputati, ospitata dall’Onorevole Rosa Villecco Calipari, si è svolta la presentazione del rapporto “Cosa veramente è stato fatto in Italia per le donne” nel quinquennio 2009-2014 in base all’attuazione della Piattaforma d’Azione di Pechino. Un rapporto evidentemente “non governativo” che le organizzazioni hanno ritenuto doveroso divulgare, tanto per precisare alcuni punti che non sono emersi nella relazione di Governo. Il rapporto è scaricabile su questo link.

L’Italia, rispetto al tema della parità di genere, ha attirato l’attenzione e le critiche delle istituzioni internazionali (1) diverse volte negli ultimi cinque anni. Anche se recentemente vi è una maggiore rappresentanza di donne ai vertici della politica, (ministre, parlamentari etc.) ciò non equivale a una piena attuazione delle pari opportunità o che le donne vivono meglio nel Paese in cui si registra uno dei peggior tassi di occupazione femminile, uno dei più alti tassi di disoccupazione, una quasi delle totale assenza delle donne nei media a titolo di esperte o opinion leader (16% vs l’84% degli uomini) (2), mentre continuano facilmente a far notizia come vittime (3) e via dicendo.

Il rapporto del governo rappresenta in modo alquanto parziale e approssimativo la realtà che vivono ogni giorno le donne in Italia; non cita quasi mai le fonti e i dati delle azioni si cui parla spesso si riferiscono ad azioni antecedenti al periodo 2009-2014; non sempre si riportano notizie esatte, soprattutto non si analizzano a sufficienza le cause reali delle diseguaglianze.

Il bassissimo tasso di interruzione volontaria di gravidanza –per esempio ( p.20) – non è dovuto a un efficiente pianificazione familiare come riporta il testo formulato dal governo, ma al contrario “ alla chiara coscienza della situazione drammatica e senza scelta in cui le donne si trovano: discriminazioni, precarietà (4) e mancanza di lavoro, elevati costi delle abitazioni, progressivo smantellamento del sistema del welfare, nonché assenza di effettive ed efficaci politiche di sostegno alla genitorialità oltre a un generale malessere sociale” come restituiscono le associazioni”.

 Le principali criticità o “dimenticanze” individuate nel rapporto della società civile sono:

- la carenza di un sistema di raccolta, analisi e diffusione di statistiche di genere, che potrebbe consentire il monitoraggio e la valutazione delle politiche messe in atto a diversi livelli;

- l’elevato livello di povertà femminile soprattutto nelle famiglie monoparentali, nonché il progressivo assottigliarsi del già fragile sistema di welfare,

- l’insufficiente difesa della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi,

- il basso tasso di occupazione delle donne e la generale mancanza e precarietà di lavoro sia tra le nuove generazioni sia tra le over 40,

- la questione della violenza maschile sulle donne in assenza di un complessivo ed efficace sistema di contrasto e l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul,

- il monitoraggio dell’applicazione delle Convenzioni a partire dalla CEDAW (Convenzione per l’eliminazione delle discriminazioni contro le donne) e del sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite, nonché delle Risoluzioni dell’ONU su Donne, Pace e Sicurezza che riguardano da vicino un paese con un numero significativo di“missioni militari di pace” ed un costante flusso di arrivi di migranti, in particolare richiedenti asilo che provengono da zone di guerra e di conflitto;

- il rapporto donne e media;

- il riconoscimento delle problematiche ambientali collegate alle donne e alle loro esperienze e saperi, per garantire sicurezza sociale e risorse ambientali “pulite”e rinnovabili.

L’Italia, il governo Italiano, deve fare chiarezza e impegnarsi diversamente a partire dal periodo della sua Presidenza UE al fine di rispettare gli obblighi internazionali del Paese e dimostrare un radicale cambiamento di tendenza rispetto alla responsabilità che lo Stato ha e intende assumere nei confronti di tutte le donne che vivono in Italia per promuovere la parità di genere e quindi lo Sviluppo in Italia. A cominciare dal dire le cose come stanno.

1 Il rapporto ONU/CEDAW del 2011 e la visita in Italia della Special Rapporteur dell’ONU sulla Violenza sulle donne, hanno ampiamente segnalato le maggiori “criticità” per l’accesso ai diritti delle donne in Italia.

2 Dati forniti da Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia, respons.le dell’Osservatorio Europeo sulle Rappresentazioni di Genere

3 Nel 16% dei casi contro il 7% dei casi maschili

4 “Dimissioni in bianco”, contratti ultraprecari e lavoro nero.

 

Scuola estiva Be Free un’occasione per riflettere sul potere

Questioni di Potere.

In arrivo la IV Scuola Residenziale estiva di BeFree – edizione 2014.

CON IL PATROCINIO DELLA REGIONE LAZIO

e del GENDER INTERUNIVERSITY OBSERVATORY

30 agosto – 3 settembre 2014
Convento di Santa Maria del Giglio
Bolsena (Vt)

Guarda l’intervista della presidente Oria Gargano sulla scuola

Dibattiti, tavole rotonde, laboratori, approfondimenti con esponenti di spicco della politica, dell’associazionismo, del mondo della cultura e dello spettacolo.

 Le donne e il potere,  una questione da sempre controversa ,  un nesso contraddittorio e complesso che richiede elaborazioni teoriche originali, interpretazioni innovative, al di fuori di ogni retorica e esemplificazioni.  Questa l’ambizione a cui punta la scuola estiva di Be Free che avrà luogo dal 30 agosto al 3 settembre 2014 presso  il Convento Santa Maria del Giglio di Bolsena.

 

Giunta, dopo i successi degli anni trascorsi alla sua  IV edizione, la scuola estiva di Be free  quest’anno intende  esplorare le diverse articolazioni e implicazioni del potere, nonché le sue manifestazioni storiche e contemporanee, indagando il suo intreccio  profondo con il presente, con una  crisi economica e sociale   che si declina sempre di più  crisi dell’autorità maschile.

Si discuterà  del potere in tutte le sue declinazioni,  come dispositivo normativo e di controllo della soggettività femminile, come  ordine simbolico del maschile che ha inglobato la soggettività delle donne riducendole ad una subalternità monolitica, ma anche potere come aspirazione, da raggiungere con modalità strumentali a quella stessa subalternità, o, al contrario, con modalità oppositive e liberatorie, agendo la dimensione politica del conflitto.

E ancora parleremo  di  potere come pratica intimamente rivoluzionaria, sia nella dimensione pubblica che nella dimensione più legata alla propria identità sessuata femminile; il  potere, come impalpabile e incombente oggetto del desiderio, miccia che accende i conflitti fra donne che, a loro volta, hanno di fatto ostacolato il raggiungimento di una posizione autorevole.

Tra le relatrici avremo storiche come  Maria Paola Fiorensoli,  che ci racconterà la traiettoria del Re Carlo VII Delfino di Francia dall’originale punto di vista di sei donne straordinarie,  e Fiorenza Tariconeche parlerà dell’affermazione

di un pensiero femminile/femministe a cavallo tra l’ottocento e il novecento, con la politica  Laura Cima, autrice de  il complesso di Penelope e Anna Simone che a partire dal suo libro “I talenti delle donne” ci parlerà di donne autorevoli che attraverso le loro biografie  e scelte individuali hanno fatto la “differenza” ponendosi irriducibili  alla narrazione di superfice dell’universo femminile.

Pedagogiste e comunicatrici (Alessia Muroni, Francesca Borruso, Loredana Lipperini, Pina Caporaso), ci aiuteranno a definire i sistemi formativi come omogeneizzanti del potere.

L’istituto carcerario in tutte le sue forme storiche e contemporanee  sarà  affrontato  da Rosella Postorino, autrice de “Il corpo docile” e  dalle  operatrici antitratta di BeFree, che dal 2009 lavorano nel C.I.E. Ponte Galeria (Roma)

Il potere nel senso di “empowerment” sarà discusso a partire dall’esperienza del gruppo di automutuaiuto per donne vittime di violenza condotto dalla psicologa di BeFree Francesca Espositoe raccontato dalle protagoniste di questo insolito progetto, significativamente chiamato “Le fenici che  volano verso Itaca”.

Il rapporto tra donne della politica e potere politico sarà al centro di un’intera sessione  coordinata da Vittoria Tola e Maura Misiti e in cui interverranno parlamentari e consigliere dei governi territoriali, quali Celeste Costantino, Marta Bonafoni, Gabriella Gramaglia, Eleonora Forenza, Valeria Fedeli,   Mara Mucci, Elettra Deiana

Un’ampia sessione sarà  dedicata alla questione del protagonismo femminile nelle mafie con il contribuitoAlessandra Dino, docente di sociologia dell’ università di Palermo, Franca Imbergamo, pm antimafia, Francesca Kock, Casa Internazionale delle donne e Cinzia Paolillo, presidente associazione antimafia daSud.

Del potere maschile si discuterà con Lorenzo Gasparrini, attivista e blogger di questouomono.

L’ultimo giorno si parlerà di femminismo oltre ogni stereotipo, con Lidia Campagnano e con la discussione del documento di BeFree “L’arte di uccidersi fra donne”.

Laboratori, spettacoli teatrali e momenti ludici, inclusi esercizi mattutini di risveglio energetico, faranno da cornice alla Scuola Estiva.

Particolarmente curata sarà l’alimentazione (presto pubblicheremo i menu giornalieri) e sarà possibile ottenere pasti speciali per problematiche alimentari.

La quota comprensiva di pensione completa è di 350,00 euro (entro e non oltre il 30 luglio 2014)

 - Per informazioni: Antonella 3492661601 – Gaia 339 3803389

- Per iscrizioni email: befree.scuolaestiva@gmail.com

 

Staff scuola estiva Be Free: Oria Gargano, Gaia Brunetti, Sara Pollice, Anna Verdelocco, Angela Ammirati, Antonella Petricone

Infostampa

Angela Ammirati

Befree.ufficiostampa@gmail.com

3663572521

info e costi: Gaia 339 3803389/Antonella 3492661601 oppure befree.scuolaestiva@gmail.com

Programma Locandina  Brochure

A BOLOGNA UN FESTIVAL LEGATO AL REGIME ERITREO: ANCORA UNA VOLTA, “ITALIANI BRAVA GENTE”.

Be free cooperativa sociale contro tratta violenze discriminazioni esprime la propria solidarietà nei confronti delle proteste messe in campo da diverse Associazioni della diaspora eritrea, in occasione del Festival Bologna Eritrea che si terrà presso l’Arena Parco Nord dal 4 al 7 luglio 2014 ( qui l’appello alla mobilitazione http://eritreademocratica.wordpress.com/)

 Riteniamo che la concessione di un’area comunale per lo svolgimento di un Festival legato al regime del Presidente Afewerki sia un’ulteriore violenza per le migliaia di Eritrei che ogni mese a rischio della propria vita sono costretti a fuggire dal loro Paese.

La Special Rapporteur sulla situazione dei diritti umani in Eritrea dell’ ONU, Sheila B. Keetharuth, nel rapporto 2013 afferma che, stando alle stime dell’ UNHCR – Agenzia Onu per i rifugiati- più di 4000 eritrei, inclusi minori non accompagnati, lasciano il Paese ogni mese nonostante gli ordini di “sparare per uccidere” attuati dalle guardie di frontiera e gli estremi pericoli lungo le vie di fuga.

L’estensiva militarizzazione di tutti gli aspetti della vita in Eritrea, la paura e l’esperienza del servizio militare nazionale, la detenzione arbitraria e gli abusi e torture subiti dai detenuti sono tra le principali ragioni che costringono gli Eritrei a fuggire.

Anche Human Right Watchs è chiaro nel condannare il regime di Afewerki: nel suo World Report 2103 si afferma che “tortura, detenzione e repressione della libertà di espressione e di associazione rimangono routine in Eritrea. Non sono state tenute elezioni da quando l’Eritrea ottenne l’indipendenza nel 1993, la Costituzione non è mai stata implementata e i partiti politici non sono permessi […] Gli eritrei sono soggetti a incarcerazione senza alcun processo. Torture e abusi in prigione sono all’ordine del giorno”.

La strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, nella quale sono morte 366 persone,  e le cui immagini sono ancora davanti ai nostri occhi, non può che obbligarci a prendere una netta posizione nel condannare qualsiasi tentativo di complicità con il regime eritreo da parte delle Istituzioni Italiane, che ancora una volta dimostrano come l’Italia non abbia nessuna intenzione di mettere in discussione il suo passato coloniale e come nella Fortezza Europa non ci sia spazio per la tutela dei diritti.

Per questo motivo Be free aderisce all’appello del Coordinamento Eritrea Democratica e invita tutti e tutte alla

MANIFESTAZIONE A BOLOGNA

CONTRO IL FESTIVAL DEL REGIME ERITREO

5 LUGLIO 2014 ORE 17

PIAZZA MAGGIORE

info:

http://eritreademocratica.wordpress.com/

http://www.eysc.net/