Scuola politica Befree 28 agosto - 1 settembre 2015

V Edizione della scuola estiva di Befree: Memorie di Futuro Casa internazionale delle donne - Roma

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

#befreefromviolence

esposizione 2 ottobre Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) Testaccio

 

Pigneto Città Aperta 2015

Pigneto città aperta 2015 

Edizioni Alegre e Associazione Berenice
presentano:
22 MAGGIO ore 18:30
Trattate male.
Sogni e paure delle più belle del reame
di Laura Bastianetto, Valerio Chiola
 
Intervengono:
Valerio Chiola/disegnatore
 l’avv. Carla Quinto
Francesca De Masi/ cooperativa Be Free
 
 
 
23 MAGGIO 

ore 18:30
Il terzo libro bianco 

sul razzismo in Italia
a cura di Lunaria
Intervengono:
Serena Chiodo/ tra le autrici/Lunaria
Carla Cappanera/ Casa dei diritti sociali
vi aspettiamo presso la Libreria Alegre
Circonvallazione casilina 72-74
ALEGRECITTAPERTADEFIN

Cronaca di uno sgombero. O di come si demoliscono le vite.

foto da internazionale

(Foto tratta da articolo de Intenazionale)

Ieri mattina 11 maggio alle 9.00 del mattino la polizia municipale di Roma

Capitale, insieme a Forze dell’Ordine, Assessorato alle Politiche sociali del

Comune di Roma, Asl, si è presentata davanti alla baraccopoli di Ponte

Mammolo, insediamento abitato da persone eritree, latinoamericane e dell’est

Europa, per effettuare uno sgombero che fin dai primi momenti ha manifestato

tutta la sua violenza, lasciando un segno indelebile non solo nella vita degli

abitanti del posto, ma anche nel sistema delle politiche sociali e

dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati del Comune di Roma, già

profondamente carente e di recente investito degli scandali di Mafia Capitale.

Presentazione “Fare e disfare il genere”

“Fare e disfare il genere”.
Vulnerabilità, riconoscimento e possibilità in una prospettiva di trasformazione.

figuraSfondo2conLoghi

“BeFree, cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni” vi invita sabato 9 maggio alle 17:00 presso la “casa internazionale delle donne”, in via della Lungara 19 a Roma alla presentazione della riedizione a distanza di 10 anni di “Fare e disfare il genere” (“Undoing gender”) di J. Butler.

«La critica delle norme di genere deve essere situata nel contesto delle vite così come sono vissute, ed essere guidata dalla domanda di che cosa accresca le possibilità di una vita vivibile e di che cosa riduca le possibilità di una vita  intollerabile o, anzi, di una morte sociale o effettiva» (“Fare e disfare il genere”, pg.41)

Confrontandoci quotidianamente con la violenza di genere attraverso una prospettiva femminista e professionale siamo arrivate alla consapevolezza e all’ esigenza di affrontare questo complesso fenomeno con un approccio interdisciplinare. Riteniamo che oltre al lavoro di sostegno ai percorsi delle donne siano utili e necessarie riflessioni collettive sui meccanismi profondi che producono tale violenza.

Dona il tuo 5×1000 a Befree!

imagesCAS2QSHDIl tuo 5×1000 a Befree!

 

Una donna e i suoi bambini hanno tutto il diritto di abbandonare una situazione di violenza quando debbono e vogliono….

Una vittima di traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e/o lavorativo deve poter ricevere ogni beneficio previsto dalla legge, e non essere rinchiusa in un C.I.E. (Centro di Identificazione ed Espulsione)

Le ragazze e i ragazzi, i bambini e le bambine hanno diritto ad un’educazione basata sul valore della libertà, della cultura e del rispetto

E BEFREE FA QUESTO

Dà accoglienza, sostegno, consulenza e assistenza legale, psicologica, sociale, educativa alle donne che  vogliono rifondare la propria vita

Sostiene le persone che sono state gravemente sfruttate nei percorsi di reinserimento sociale qualificato, e collabora con i tribunali per punire i trafficanti e gli sfruttatori

Realizza interventi di formazione nelle scuole di ogni ordine e grado per affrontare i fenomeni del bullismo, intercettare elementi di disagio, disseminare valori di apertura, inclusione, accoglienza

Forma operatori sociosanitari e delle forze dell’ordine, operatrici antiviolenza, stakeholders di vari settori, promuove campagne ad ampio raggio rivolte a tutte e a tutti, sensibilizza le donne e gli uomini di tutte le età con eventi culturali, di spettacolo, di comunicazione…

AIUTACI A CONTINUARE A FARE TUTTO QUESTO E ANCORA PIU’ DI QUESTO

Il nostro codice fiscale è:

09390571009

scrivilo in questa sezione del tuo UNICO

 BE FREE TI RINGRAZIA!

 

 

EUROPEAN PROTECTION, NOW!

EUROPEAN PROTECTION, NOW!

 
Questo è un appello della società civile italiana. E’ una richiesta che vuole una risposta rapida perché quello che sta affrontando l’Italia è un momento delicato: come era facilmente prevedibile, gli sbarchi si stanno intensificando. Secondo l’UNHCR “Il numero di arrivi via mare nei primi tre mesi del 2015 è sostanzialmente uguale al dato del 2014 quando l’operazione Mare Nostrum era in pieno svolgimento”. Ad oggi, in poco più di tre mesi, si sono registrati 900 tra morti e dispersi in mare, un numero più di 30 volte superiore a quello del 2014. Questa è la prova che, come già denunciato in un precedente appello, la fine di Mare Nostrum non è servita a diminuire il numero di persone in arrivo ma, anzi, ad aumentare il numero delle morti in mare.
 
Nel giro di poche ore il nostro paese potrebbe trovarsi a fare i conti con un sistema d’accoglienza che, da tempo, le organizzazioni denunciano essere già al collasso. Le migliaia di persone in arrivo sono uomini, donne e bambini in fuga da conflitti e regimi oppressivi. E’ loro diritto ricevere, e nostro dovere garantire, protezione e accoglienza, anche in base ad accordi internazionali di cui l’Italia e l’Europa sono firmatarie. 
 
Per questi motivi chiediamo:
 
– agli Stati Membri dell’Unione europea, alla Commissione europea e al Parlamento europeo, di stabilire regolari operazioni europee di ricerca e soccorso in mare delle imbarcazioni in difficoltà (SAR), anche oltre il limite delle 30 miglia marine;
– al Governo italiano di predisporre un piano strutturale e di accoglienza “diffusa” che garantisca, entro luglio 2015, la trasposizione delle Direttive europee 2013/32 e 2013/33 – denominate Direttive “accoglienza” e “procedure” – al fine di superare definitivamente la logica emergenziale. In particolare, il Governo deve facilitare la dismissione dei maxi centri profughi (CARA) e di un sistema di accoglienza straordinaria formale e informale, scarsamente efficiente e incapace di garantire protezione, accoglienza, integrazione e talvolta caratterizzato da collusioni con la criminalità organizzata; 
– al Parlamento italiano e alla sua nuova Commissione d’inchiesta parlamentare su CIE, CARA e centri per migranti (inclusi i CAS) di monitorare rigorosamente i sistemi di prima e seconda accoglienza.