campagne internazionali contro la violenza sulle donne

Sulle Ande Argentine- foto di Danilo Palmisano

Le donne di Srebrenica- foto di Danilo Palmisano

le parole non bastano più

Dona ora 2 euro fino al 10 marzo, sosterrai anche lo sportello donna dell\'ospedale San Camillo di Roma, gestito Be Free.

contra violencia

 

Lettera aperta della Società italiana delle storiche alla ministra Giannini

All’on. Stefania Giannini
Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca
All’on. Teresa Bellanova
Sottosegretaria al Ministero del Lavoro

Vari organi di stampa e d’informazione hanno dato notizia del blocco deciso dal Sottosegretario di Stato Miur, on. Gabriele Toccafondi, al programma UNAR contro le discriminazioni “basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”, programma avviato dalla Ministra Carrozza.

Altri episodi, istituzionalmente meno gravi, ma non meno rilevanti, hanno mostrato in atto una campagna di mobilitazione di settori dell’opinione pubblica contro l’introduzione della cosiddetta teoria del gender nelle istituzioni scolastiche del paese.

Vorremmo innanzitutto segnalare la parzialità e anche l’erroneità delle affermazioni che hanno accompagnato questi episodi, precisando la complessità della questione contro ogni pretesa riduzionistica. Non esiste, infatti, una “teoria del gender”. Con questa categoria, usata in modo fecondo in tutta una serie di discipline che ormai costituiscono l’ambito dei gender studies, non si introduce tanto una teoria, una visione dell’essere uomo e dell’essere donna, quanto piuttosto uno strumento concettuale per poter pensare e analizzare le realtà storico-sociali delle relazioni tra i sessi in tutta la loro complessità e articolazione: senza comportare una determinata, particolare definizione della differenza tra i sessi, la categoria consente di capire come non ci sia stato e non ci sia un solo modo di essere uomini e donne, ma una molteplicità di identità e di esperienze, varie nel tempo e nello spazio.

Il rifiuto delle differenze non è libertà di opinione

 

Osserviamo con estrema preoccupazione il malcelato rifiuto delle diversità che  in diverse forme si sta esprimendo in Italia a cominciare dal passo indietro agito dalla  viceministra Maria Cecilia Guerra riguardo alla diffusione degli opuscoli “Educare alla differenza” voluti dall’UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) a seguito delle pesanti pressioni esercitate da parte  delle associazioni cattoliche dei genitori e del cardinale Bagnasco. Altri tasselli che riteniamo preoccupanti sono le affermazioni del sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi che si inseriscono nel solco di una rivendicazione di privilegi in linea con l’ interpellanza parlamentare a firma tra gli altri di Giovanardi, Sacconi e Formigoni.

Le azioni sostanzialmente discriminanti si manifestano anche nelle azioni di gruppi come quello delle cosidette “sentinelle in piedi” e di “militia christi” che, anche se numericamente insignificanti, sono espressione di ignoranza e malafede. In altri casi sono stati impediti incontri nelle scuole con rappresentanti delle diverse soggettività. In un liceo di Firenze si è di fatto boicottata un’iniziativa promossa ed autorganizzata da studentesse e studenti. Tutte queste azioni ed esternazioni cercano di creare allarmi ingiustificati  inventando “teorie” che non esistono, ad esempio utilizzando in modo improprio e volontariamente fuorviante termini come “gender” .

In questo contesto anche noi veniamo accusate, insieme ad altre associazioni di imporre nelle scuole romane la non meglio specificata  “ideologia del gender” mentre sappiamo bene cosa significa lavorare, impegnarsi per la promozione di una cultura delle differenze che significativamente contrasti le violenze razziste, omo/tansfobiche e di genere. Esprimiamo quindi piena solidarietà a Scosse, Archivia e tutte e tutti coloro che subiscono attacchi in relazione a questo impegno che dovrebbe invece  essere riconosciuto e sostenuto dalle istituzioni italiane.

#‎AtlantideResiste‬

Ci continuiamo a chiedere quale sia la logica che il comune di Bologna adotta nel portare avanti la volontà di sgombrare uno spazio come quello di Atlantide, uno spazio che dal 1997 produce cultura, socialità libera e autorganizzata. Non capiamo come sia possibile che il comune di Bologna non riconosca l’incredibile ricchezza delle diverse esperienze che vivono e si incontrano dentro ad Atlantide, praticando un reale confronto nell’autogestione dello spazio.

Atlantide rivendica la sua orgogliosa diversità e noi non possiamo che esprimete tutto il sostegno e la solidarietà possibile, anche e proprio perchè riconosciamo l’enorme valore che hanno le scelte diverse.

Riteniamo l’autogestione e l’autorganizzazione fuori dalle logiche del profitto e del volontariato pratiche di vitale importanza politica.

Atlantide è un bene collettivo e non solo: è un favoloso bene collettivo di cui non vogliamo fare a meno per nessun motivo. Tanto meno quando si invoca  la “riqualificazione”  di un’esperienza che più “qualificata” di così non si può.
Anche BeFree si muove perchè Atlantide resti dov’è ed invita tutte le realtà e le diverse soggettività a farlo ed a firmare la petizione http://www.autistici.org/atlantideresiste/


 

Iniziamo a parlarne!

loc iniziamo a parlarne

Programma:
21 marzo h17:00
Durante il primo incontro Be Free si avvarrà della grande esperienza e professionalità di “PartecipArte” che animerà un laboratorio con le tecniche del Teatro dell’ Oppresso, è una tecnica usata in tutto il mondo che ci aiuterà a introdurre le tematiche riguardanti le relazioni e l’affettività in modo partecipato, efficace e divertente.
Seguiranno altri due incontri, animati dalle socie di Be Free, sulle tematiche:

11 aprile h 17:00 Genere, ruoli di genere e relazioni.

9 maggio h 17:00 Forme dell’affettività e della sessualità.

Durante gli incontri l’ass. SCOSSE proporrà attività e letture per bambine e bambini a partire da “leggere senza stereotipi”

evento FB https://www.facebook.com/events/226606604200021/

con la partecipazione di

http://www.parteciparte.com/

http://www.scosse.org/

 

le parole non bastano più: 2 euro fino al 10 marzo

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Fino al 10 marzo puoi sostenerci con la campagna “le parole non bastano più” di Intervita inviando un SMS al 45508 per donare due euro.

Il ricavato verrà devoluto a sostegno di progetti per il contrasto alla violenza sulle donne tra i quali lo sportello donna del San Camillo, gestito da Be Free.