La Casa Internazionale delle Donne contro ogni ipotesi di sfratto

Conferenza Stampa
venerdì 10 novembre ore 12.30
Assemblea Cittadina lunedì 13 ore 18.00


Casa Internazionale delle Donne

 via della Lungara 19 #lacasasiamotutte

La Casa Internazionale delle Donne, patrimonio della città di Roma e risorsa per tutte le donne è oggi a rischio di sfratto da parte del Comune.
Da oltre trent’anni questo luogo, unico in Europa, rappresenta un punto di riferimento delle donne italiane e straniere e del femminismo internazionale. La Casa è da tutti apprezzata e riconosciuta per la sua capacità di autogestione e per avere mantenuto in ottimo stato un bene pubblico frequentato annualmente da oltre 30.000 persone, di essere luogo di offerta di servizi sociali e culturali, di
svolgere azioni di accrescimento delle capacità delle donne. Tutto questo è il frutto del lavoro volontario e dell’impegno quotidiano e gratuito di centinaia di donne e di decine di associazioni.
Per decenni questo luogo è stato salvato, conservato, restaurato, reso vivo e frequentato, sottratto al degrado cui sono andati incontro tanti beni pubblici della nostra città. Anche la Casa corre ora oggi il pericolo di chiusura cui sono andate incontro tante associazioni e realtà sociali di Roma.
Il debito che ci viene attribuito dall’Amministrazione non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti. In tal senso la Casa Internazionale delle Donne, fin dal 2013, ha iniziato un’interlocuzione con il Comune di Roma il quale, dopo avere verificato la qualità dei servizi, proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di € 700.000 annui.
Con questa Giunta la Casa aveva avviato un confronto per risolvere il problema del debito e la definizione di un affitto realmente sostenibile, salvaguardando e rilanciando il valore della Casa e il suo futuro al servizio della cittadinanza. Per questo la lettera di richiesta di rimborso immediata, in mancanza del quale “si procederà all’attivazione, senza ulteriore comunicazione, sia della procedura
coattiva; in sede civile, per il recupero del credito, sia della procedura di requisizione del bene in regime di autotutela” è giunta del tutto inattesa.
La Casa Internazionale delle Donne ha risposto alla comunicazione del Comune chiedendo con urgenza alla Sindaca e alle Assessore competenti di riaprire l’interlocuzione e di sospendere il termine perentorio di pagamento.
La Casa Internazionale delle Donne è molto grata per la solidarietà ricevuta da tantissime donne e uomini, associazioni e Istituzioni. Queste testimonianze confermano il valore e l’apprezzamento di cui la Casa gode,  non solo nella città di Roma ma in tutto il Paese.
Il Direttivo della Casa Internazionale delle Donne
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CORSO DI FORMAZIONE GRATUTO

Befree, in collaborazione con l’ente di formazione Talentform, promuove un corso completamente gratuito finanziato dal Fondo Sociale Europeo per “operatrice antiviolenza”.

Il coso avrà luogo nei primi mesi del 2018, solo se verrà raggiunto il numero minimo di partecipanti. Verrà rilasciato un attestato di frequenza a coloro che frequenteranno almeno il 70% del monte ore.

Per informazioni e iscrizioni: fondi@talentform.it

A chi si rivolge:

  • lavoratrici e lavoratori autonomi
  • in possesso di partita IVA
  • residenti nella Regione Lazio

Scopo del corso

Befree mette a disposizione la sua esperienza professionale per realizzare questo corso per fornire strumenti teorici e operativi alle figure discenti con lo scopo di
riconoscere, accogliere e sostenere vittime e potenziali vittime di violenza, secondo un approccio non giudicante e individualizzato, che rispetti tempi e volontà delle donne.

Articolazione delle lezioni

  • 78 ore di lezione
  • incontri bisettimanali da 6 ore ciascuno
  • lezione verticali con le esperte di Befree
  • momenti di confronto circolare e di gruppo, role playing e visione materiale video

 

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BE FREE ADERISCE ALLO SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE DELL’OTTO MARZO

Be free cooperativa sociale contro tratta violenze discriminazioni  aderisce allo sciopero globale delle donne convocato in più di 40 Paesi nel mondo e , parte della rete Iodecido, partecipa al percorso NonUnaDiMeno che dal novembre  2016 ha visto la mobilitazione di migliaia di donne provenienti da tutta Italia per la scrittura di un Piano antiviolenza femminista dal basso.

A pochi giorni dalla sentenza  della Corte europea dei diritti umani  di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per non aver protetto con rapidità una donna e il proprio figlio dalla violenza domestica perpetrata dal marito, arrivando ad essere quindi complice del tentato omicidio della donna e dell’assassinio del figlio, Be free ribadisce con forza che LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE E’ VIOLENZA DI STATO, quando le Istituzioni non prevengono, proteggono e tutelano la vita delle donne,  quando minimizzano la violenza di genere e non garantiscono strumenti di sostegno adeguati a contrastare il fenomeno.

Tutti i Centri antiviolenza gestiti da Be free saranno attraversati l’otto marzo dalle parole d’ordine che hanno reso in tutto il mondo questa giornata un momento forte di lotta e autodeterminazione delle donne contro la violenza maschile e di genere: garantendone  i servizi  minimi, le donne dei Centri e le operatrici saranno presenti nelle piazze di Roma per ribadire che  vogliamo Non una donna di meno, perché uccisa dalla violenza maschile.

Leggeremo in piazza le lettere scritte dalle donne che in questi anni si sono rivolte ai Centri antiviolenza gestiti da Be free, perché possano parlare in prima persona e con la loro forza e esperienza di cosa significhi intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, in un contesto in cui ci si ritrova spesso da sole a dover ricominciare tutta una vita da capo.

Ribadiremo che la società tutta deve farsi carico del problema della violenza contro le donne, e urleremo, con tutte le altre donne d’Italia e del mondo, che

“Se le nostre vite non valgono, allora noi scioperiamo!”

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Dafne: la musica come antidoto alla violenza

Ecco il video di Valentina De Giovanni in anteprima per Befree! Grazie Valentina!!

Valentina De Giovanni è una cantante e attrice romana e nei prossimi mesi uscirà il suo primo disco prodotto dalla PARODOI. Per l’uscita del suo primo singolo, scritto insieme ad Alberto Marchetti e arrangiato da Marco Borrelli, ha scelto il 25 novembre, data dedicata contro la violenza sulle donne, poiché il suo brano “Dafne” parla di una violenza, attraverso il Mito della Ninfa Dafne.

Il 25 novembre pubblicheremo in anteprima il video di Valentina in queste pagine

Processed with MOLDIV

Processed with MOLDIV

Valentina riprende questo mito per dare un suo contributo struggente e significativo alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Tutta Befree la ringrazia per questo suo gesto e per averci scelto come realtà operante sul territorio a favore delle donne che subiscono violenza, attivando percorsi di fuoriuscita e un sostegno concreto.

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Maschi a corteo

Con Befree abbiamo deciso di pubblicare questo contributo sul tema dei maschi al corteo che scrissi esattamente 10 anni fa su il paese delle donne in occasione dell’altra manifestazione nazionale il 25 novembre 2007
è curioso notare come in 10 anni nulla sia cambiato…

Oria Gargano – Presidente di Befree

MASCHI A CORTEO

Ma che bel sogno che ho fatto, stanotte!

Ho sognato che era già domenica e noi eravamo un fiume per le vie di Roma, belle e colorate come sappiamo essere, contente per il fatto di ritrovarci tutte insieme così in tante, a condividere il dolore ed il lutto quotidiano per le violenze contro il nostro popolo, a condividere rabbia solitudine e tristezza di tanti altri giorni, ad evocare quelle che con noi non c’erano perché prive della forza della consapevolezza, e quelle che con noi non c’erano perché non ci sono più…

Il cordoglio feroce e la strampalata allegrezza, la rabbia acuminata, lucida, politica…

E al margine di noi, come pescatori speranzosi lungo un corso d’acqua, come viandanti affascinati da un prodigio, c’erano gli uomini, tanti, di tutte le età e di tutte le classi sociali, di tutte le provenienze e le culture, attratti e intimiditi, non mescolati tra noi come eroi coraggiosi che spiccano fulgidi nella folla vincente delle donne come un fatto di folklore, ma esposti nella loro esclusione, costretti a demarcare la loro alterità dalla violenza dei maschi issando cartelli o mettendoseli sul petto, “Io non sono come gli altri”, “Io non sono cattivo”, come abbiamo dovuto fare noi che un giorno non tanto lontano ci siamo viste costrette a specificare che non siamo “né puttane né madonne ma soltanto e solo donne…”

E quei buoni maschi parlavano di loro, raccontavano a quanti li volessero sentire di essersi beati del potere, di essere stati fieri di essere maschi, di essersi aggirati lungo le strade della città come lupi affamati di corpi di donne, di essersi scambiate fantasie di stupro negli spogliatoi delle palestre e nelle sale sontuose dei loro CdA, di aver tradito ogni donna per principio, di averci voluto veder tutte come corpi a perdere, di essersi seccati delle nostre conquiste, di aver cancellato i nostri saperi, di averci imposto la loro Storia ed il loro immaginario sessuale, di essersi sentiti eroi perchè non ci avevano mai picchiate, stuprate, comprate su una strada, uccise per difendere l’onore…

Partivano da sé. E ci ringraziavano per averglielo insegnato, umidi di gratitudine come noi lo siamo state per millenni, ogni volta che ci accoglievano al loro fianco regalandoci la cosa più preziosa che potevamo ottenere: l’identità…

Anzi, non solo. Per dimostrare l’indubbia buona fede facevano professione di pentimento per i loro peccati, con il capo cosparso di cenere si trascinavano dolenti e a piedi scalzi dietro ad una simbolica donna crocefissa…

Quelli meno contaminati seguivano il nostro corteo tifando per noi, incoraggiandoci, come spettatori di ciclisti in volata, donandoci sferzate di energia positiva, facevano cori ed ola come quando vanno alla stadio, e si stupivano di poter partecipare ad un evento che li coinvolgeva senza aggressività e rabbia e odio, e scoprivano come sia meraviglioso condividere ai margini, rispettosamente, e consapevoli dell’evento che gli appare davanti come un’epifania, e l’evento eravamo noi, e per una volta erano loro a fremere e a tremare per noi, erano loro umidi negli occhi e nell’attesa di un nostro sguardo distratto o di una nostra benevolenza casuale, distratta e preziosa…

Ci rendevano la scena, dopo averla occupata per millenni.

Ci tributavano la loro partecipazione palpitante e la loro solidarietà come noi abbiamo fatto da millenni.

Si esponevano in nostro nome al ludibrio degli altri, di quelli come loro ma diversi, indecisi su quale dei due gruppi fosse meglio schernire

Così, ai margini, senza invadenza, senza pretese di essere invitati a casa nostra nel giorno in cui noi soltanto vogliamo rimanerci, tutti quei maschi non mi davano fastidio.

Io che mi sono mescolata alla folla per salutare il loro ritorno dalle guerre, io che ho visto le loro parate gloriose di partigiani alle quali non ero ammessa nonostante avessi lottato quanto loro, io che sono stata sotto a migliaia di tribune ad applaudire le loro grandi gesta, io che sono cresciuta pensando che ogni scena è per loro e a me tocca, casomai, la buca dell’orchestra, che la Storia è per loro e per me c’è la cronaca nera, ero assai divertita per quello strampalato contrappasso, e me la rido ancora tra me e me, ora che sono sveglia.

Io i maschi al corteo li vorrei, ma così!

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