mostra-spettacolo “Crudeli i giorni ma superbo il genio”

Capolavori di donne recluse nell’arco del tempo

8 – 25 novembre 2012
Giovedì, Sabato, Domenica: 15,30 – 17,00 – 18,30
Venerdì: 9,00 – 10,30 – 12,00
l’ ingresso costa 10 euro
(Visite guidate su prenotazione: tel. 06.68401720)
Casa Internazionale delle Donne
Via della Lungara 19
(ingresso Via della Penitenza 37)
Ideazione di Oria Gargano e Maria Paola Fiorensoli
Testi di Maria Paola Fiorensoli e Roberto Morra
Regia di Roberto Morra
Regista assistente Elena Fazio
Spazio scenico Laboratori e Laboratori Flegrei
Costumi Lia Aiello
Musiche Flavio Spaducci
Allestimento Doppiaeffe s.r.l.
Ricerca storica Maria Paola Fiorensoli
Attrici:
Eleonora Aleotti, Giusi Cicció, Cecilia di Giuli, Elena Fazio, Marina Gimelli, Ilaria Olimpico, Angela Sajeva
La mostra-spettacolo si svolge su un percorso guidato nell’eccezionale location del carcere ottocentesco nell’ex complesso del “Buon Pastore”.
Essa attraversa il tempo, dall’età romana ai nostri giorni e utilizza vari linguaggi letterari e artistici per raccontare personaggi femminili straordinari che hanno composto capolavori durante la loro reclusione o alla vigilia dell’esecuzione. Non una scrittura della memoria ma espressione del dramma che si sta vivendo e a livelli altissimi; opere antesignane, di grande valore letterario e antropologico, e di stili diversi: diaristica, narrativa fantastica e visionaria, autobiografica, processuale, epistolare, cronaca. Il percorso evidenzia la capacità delle donne di mantenere risorse interiori e di esprimere talenti nelle situazioni più disperate e attraversa tutti i tipi di reclusione – statuale, familiare, persecutoria (religiosa e politica), monastica (coatta), d’alienazione vera o presunta, vendetta, autoreclusione – sottolineando il coraggio, la forza creativa, gli apporti di una genialità irriducibile e misconosciuta. La reclusione è sessuata ma la mostra-spettacolo vuole raccontare le donne non come al solito, non come vittime, poiché non esiste una miseria femminile infinita contrapposta a un’epifania di crudeltà maschile.
La violenza è sistemica, è dentro le cose, accade perchè esistono i presupposti sociali, politici economici culturali, di atteggiamento, che la rendono così forte.
La mostra-spettacolo si conclude non a caso il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne intitolata alle tre sorelle Mirabal (Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Maria Teresa), eroine della resistenza dominicana sotto la dittatura di Trujillo Molino caduta il 25 novembre 1960.
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