Il rifiuto delle differenze non è libertà di opinione

 

Osserviamo con estrema preoccupazione il malcelato rifiuto delle diversità che  in diverse forme si sta esprimendo in Italia a cominciare dal passo indietro agito dalla  viceministra Maria Cecilia Guerra riguardo alla diffusione degli opuscoli “Educare alla differenza” voluti dall’UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) a seguito delle pesanti pressioni esercitate da parte  delle associazioni cattoliche dei genitori e del cardinale Bagnasco. Altri tasselli che riteniamo preoccupanti sono le affermazioni del sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi che si inseriscono nel solco di una rivendicazione di privilegi in linea con l’ interpellanza parlamentare a firma tra gli altri di Giovanardi, Sacconi e Formigoni.

Le azioni sostanzialmente discriminanti si manifestano anche nelle azioni di gruppi come quello delle cosidette “sentinelle in piedi” e di “militia christi” che, anche se numericamente insignificanti, sono espressione di ignoranza e malafede. In altri casi sono stati impediti incontri nelle scuole con rappresentanti delle diverse soggettività. In un liceo di Firenze si è di fatto boicottata un’iniziativa promossa ed autorganizzata da studentesse e studenti. Tutte queste azioni ed esternazioni cercano di creare allarmi ingiustificati  inventando “teorie” che non esistono, ad esempio utilizzando in modo improprio e volontariamente fuorviante termini come “gender” .

In questo contesto anche noi veniamo accusate, insieme ad altre associazioni di imporre nelle scuole romane la non meglio specificata  “ideologia del gender” mentre sappiamo bene cosa significa lavorare, impegnarsi per la promozione di una cultura delle differenze che significativamente contrasti le violenze razziste, omo/tansfobiche e di genere. Esprimiamo quindi piena solidarietà a Scosse, Archivia e tutte e tutti coloro che subiscono attacchi in relazione a questo impegno che dovrebbe invece  essere riconosciuto e sostenuto dalle istituzioni italiane.

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