VIOLENZA CONTRO LE DONNE. CONTRARIA ALLE CASE RIFUGIO LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ DELLA REGIONE MOLISE. D.I.RE E BEFREE: AFFERMAZIONI SCONCERTANTI. IGNORATA LA CONVENZIONE DI ISTANBUL

Violenza contro le donne. Contraria alle case rifugio la presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Molise.
D.i.Re e BeFree: Affermazioni sconcertanti. Ignorata la Convenzione di Istanbul

Antonella Veltri, presidente D.i.Re, e Oria Gargano, presidente della Cooperativa BeFree valutano negativamente le dichiarazioni rese da Maria Grazia La Selva, presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Molise nel corso del programma Conto alla rovescia andato in onda il 7 maggio scorso su Tele Regione Molise che si è detta “contraria alle case rifugio” e ha parlato di “mancanza di dignità” delle donne che ne sono ospiti perché “devono convivere con altre donne di altre culture”.
“Un giudizio superficiale e grossolano – dichiarano D.i.Re e BeFree – che offende tutte coloro che scappano dalla violenza e chiedono di essere accolte nei luoghi dove la violenza viene svelata ed elaborata: a quale ‘mancanza di dignità’ si riferisce La Selva? La quale va avanti con banalizzazioni e pregiudizi negando il valore della relazione tra donne che restituisce forza attraverso il rispecchiamento, una forte vicinanza e una profonda condivisione di esperienze”.
“La Selva – continuano D.i.Re e BeFree – giudica negativamente l’incontro tra diverse culture che sono, al contrario, una grande opportunità per le donne che sentono di non essere sole, fanno esperienza diretta della cultura del femminicidio che non conosce confini, e instaurano legami profondi che spesso rimangono anche dopo che hanno lasciato la casa. Tutto questo è possibile quando si mette in campo una progettualità che anima le case rifugio facendone luoghi di elaborazione e di libertà invece che pareti dove fare dormire le donne e i loro figli”.
“I centri antiviolenza non sono servizi, non sono luoghi neutri – precisa Antonella Veltri, presidente di D.i.Re – Sono spazi che riconoscono l’universalità delle violenze, che non discriminano in base al colore della pelle o alla nazionalità nel rispetto della Costituzione, che accolgono e accompagnano tutte le donne in un percorso di uscita dalla violenza”.
“Le case rifugio in situazioni di alto rischio sono una soluzione imprescindibile per salvare la vita alle donne, per le quali restare a casa propria è impossibile come pure trasferirsi da parenti o amici dove potrebbero essere rintracciate dal violento”, afferma la presidente di BeFree, che in Molise gestisce tre centri antiviolenza e una casa rifugio.
“Proprio ieri in Ogliastra un uomo, infrangendo l’ordine di allontanamento che gli era stato imposto, è tornato di notte a casa ed ha accoltellato la sua compagna e ucciso il figlio di lei che era intervenuto per proteggere la madre. – ricorda Antonella Veltri – Le case rifugio sono espressamente previste dalla Convenzione di Istanbul che stabilisce anche requisiti minimi per i centri antiviolenza. Da tempo attendiamo la revisione dell’Intesa Stato-Regioni del 2014, dove questi criteri non sono rispettati”.