campagne internazionali contro la violenza sulle donne

Sulle Ande Argentine- foto di Danilo Palmisano

Le donne di Srebrenica- foto di Danilo Palmisano

contra violencia

 

Convegno “Mediterraneo un mare di schiave”

 

 Egiziane, giordane, italiane e libanesi a confronto per la protezione delle vittime della tratta

Giovedì 10 maggio ore 15.00
 SALA DELLE BANDIERE
SEDE DEL PARLAMENTO EUROPEO IN ITALIA
Via IV Novembre, 149 Roma
 
PROGRAMMA

15.00 Saluti Dott. Daniel Ractliffe (Parlamento Europeo Ufficio d’Informazione in Italia)

15.10 Introduce: Dott. Domenico Chirico (Direttore Un ponte per…)

15.15 MISURE DI PROTEZIONE DELLE VITTIME DI TRATTA PER SFRUTTAMENTO LAVORATIVO NEL MEDITERRANEO

Modera: Dott.ssa Oria Gargano (Presidente BeFree)

Sen. Amneh Falah (Presidente Jordanian Women’s Union) – Genesi del progetto: Una risposta olistica alla protezione di lavoratrici migranti, rifugiate e donne vittime di violenza in Medioriente ed il percorso per una nuova normativa in materia. Il caso giordano.

Dott. Mohanad Fayiz (Ministero dell’Interno Giordano, Capo unità contro la tratta di esseri umani) – Il quadro legislativo nei tre Paesi. La collaborazione tra il Ministero dell’Interno e la società civile in Giordania.

Dott.ssa Zeina Mohanna (Ong Amel Libano) – Lo sfruttamento delle lavoratrici migranti in Libano. Arma dei Carabinieri – Il ruolo dell’Arma dei Carabinieri nella tutela dei lavoratori migranti in Italia.

Dott.ssa Amal Mahmoud (Vice-presidente del Women Forum) – Sfruttamento delle lavoratrici migranti in Egitto.

Dott.ssa Carla Baiocchi (Casa dei Diritti Sociali) – Attività di consulenza ed assistenza per stranieri vittime di sfruttamento.

Dott.ssa Teresa Albano (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – OIM) Forme di sfruttamento nel quadro delle trasformazioni in corso nel Mediterraneo

17.15 MISURE DI PROTEZIONE DELLE VITTIME DI TRATTA PER SFRUTTAMENTO SESSUALE

Modera: Dott.ssa Oria Gargano (Presidente BeFree)

Dott.ssa Azza Soliman (Center for Egyptian Women) – Protezione delle donne vittime di tratta in Egitto.

Dott.ssa Carla Quinto (Be free) – I servizi di protezione alle donne vittima di tratta.

Dott. Mario Belfiore (Polizia di Stato) – L’intervento della Squadra Mobile nella protezione delle vittime di tratta.

Dott.ssa Morena Casalin (Parsec) – Unità di contatto in favore di persone vittime di tratta sessuale.

Conclusioni e dibattito: Dott. Domenico Chirico (Un ponte per…) – Co-operare su problematiche comuni nello spazio Mediterraneo.

AGIRE E’ OBBLIGATORIO, CONTRASTARE E’ POSSIBILE

COMUNICATO STAMPA – CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Di fronte al fenomeno della violenza contro le donne ed alla continua crescita dei femminicidi, che sono la conseguenza di maltrattamenti, stalking, disparità di condizioni economiche, sociali e politiche tra i due generi, sopravvivenza di stereotipi irrispettosi e arcaici nei confronti delle donne, pretendiamo un impegno serio e concreto da parte dello Stato. D’altronde, anche la UE richiama tutti i Governi al dovere della “due diligency”, la diligenza dovuta a prevenire e contrastare la violenza contro le donne.

  • Lo Stato italiano deve farsi carico di tutte le azioni indispensabili, stanziando risorse economiche, infrastrutture di sostegno e persone.

  • L’Italia è del tutto inottemperante rispetto agli standard internazionali circa il numero dei centri antiviolenza relativamente alla popolazione, ed è stata fino al 2009 l’unico Paese europeo a non avere un Piano Nazionale Antiviolenza, e tuttora le proposte legislative sono assolutamente inadeguate.

  • Sul piano culturale, che rappresenta l’humus ed il brodo di coltura di tutti i comportamenti aggressivi contro le donne, l’Italia è stata fortemente redarguita dalla commissione CEDAW delle Nazioni Unite nella sessione dello scorso luglio per la rappresentazione scorretta e irrispettosa delle soggettività femminili, non solo in ambito mediatico e pubblicitario ma anche nel discorso pubblico, con esplicito riferimento alla narrazione ed alla rappresentazione delle donne da parte di personaggi pubblici.

  • Inoltre i tagli recenti, in tutte le regioni, anche se in misura diversa, hanno colpito servizi indispensabili, quali le case di accoglienza e di sostegno alle donne, e hanno ridotto il personale negli sportelli sociali e nei commissariati.

  • Sono necessari e urgenti invece stanziamenti significativi non solo per i servizi ma anche per sostenere economicamente le donne che decidano di denunciare. Molte amministrazioni preferiscono, in questo momento, finanziare servizi di segno opposto, quali le “case dei papa’ separati” o i cimiteri dei feti non-nati.

  • Contemporaneamente, molti Enti territoriali hanno cominciato a finanziare servizi antiviolenza resi da organizzazioni religiose o laiche che non sono organizzazioni di donne e che non lavorano in ottica di genere, disattendendo le raccomandazioni internazionale secondo le quali l’accoglienza alle donne vittime di violenza deve essere resa secondo la pratica della relazione politica tra donne.

  • I recenti appelli contro i femminicidi sono importanti, ma non basta la buona volontà di qualche amministratore o il coraggio della associazioni di volontariato, né l’azione generosa delle associazioni di donne che da anni denunciano e intervengono.

E’ ora di essere conseguenti: la gravità della situazione e il radicamento delle sue cause, richiedono un programma di azione pluriennale non negoziabile che preveda:

  • un Piano Nazionale Antiviolenza condiviso da governo (interno, giustizia, coesione sociale, istruzione, sviluppo economico, sanità ) istituzioni parlamentari, amministrazioni centrali e realtà territoriali, associazioni e servizi;

  • un sistema di collazione dei dati disaggregati per sesso ed età della vittima e dell’autore di reato, che possa rendere quantificabile il fenomeno della violenza contro le donne;

  • mappatura sul territorio di tutte le infrastrutture esistenti e individuazione delle strutture mancanti, al fine di un intervento differenziato a seconda delle esigenze (elenco delle strutture minime: case, consultori, sportelli ecc);

  • finanziamenti pluriennali a servizi antiviolenza gestiti da donne secondo la pratica del “donna ascolta donna” raccomandata da UE, ONU e organizzazioni internazionali;

  • forte coinvolgimento del personale docente per il superamento degli stereotipi di genere nell’insegnamento, perché si realizzi un’intensa campagna di educazione al rispetto reciproco e alla pari dignità di uomini e donne, fin dalle scuole dell’ infanzia. Gli stereotipi si superano infatti solo per mezzo di una precoce e radicale critica, al fine di realizzare in profondità i principi affermati dalla nostra Costituzione sul valore di ogni persona umana;

  • mappatura e responsabilizzazione degli enti locali per l’accesso ai servizi di intervento e di accoglienza di donne vittime di violenza;

  • obbligo per la televisione pubblica di fare programmi di formazione e di affermazione della pari dignità di donne e uomini;

  • ripristino dei fondi dedicati alla formazione del personale di polizia, carabinieri, vigili urbani;

  • costruzione di una cultura e di modalità di intervento condivise, anche attraverso un’azione di coordinamento dei soggetti coinvolti, comprese le associazioni di volontariato.

 Casa internazionale delle donne

RI-TIME

RI-TIME

CORSO PER L’ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI OROLOGIAIA

Realizzato da BeFree  in collaborazione con l’Accademia dell’Orologio

Finanziato da Fondazione Roma Terzo Settore

Le lezioni si svolgeranno il Martedì e il Giovedì dalle ore 9,30 alle ore 14,30 secondo il seguente Calendario:

17, 19, 24, 26 aprile;

3, 8, 10, 15, 17, 22, 24, 29, 31 maggio;

5, 7, 12, 14, 19, 21, 26, 28 giugno;

3, 5, 10, 12, 17, 19, 24, 26 luglio;

11, 13, 18, 20, 25, 27 settembre;

2 ottobre

L’Accademia degli Orologiai è in Via Giuseppe Pianese 27c, strada privata che si apre su Piazza Fermi, lungo Via dei Colli Portuensi – Tel: 0665793272

Il corso,  completamente gratuito, prevede un attestato finale, un rimborso spese e la consegna finale di un kit di strumenti essenziali allo svolgimento della professione

Info: befree.segreteria@gmail.com     

0689533659

 

 

 

DIRITTO DI SOGGIORNO

DIRITTO DI SOGGIORNO – PER LE VITTIME DI TRATTA DI ESSERI UMANI

A SCOPO DI SFRUTTAMENTO SESSUALE E/O LAVORATIVO

Cosa sta cambiando nel meccanismo della tratta di esseri umani sul piano transnazionale? Qual è l’attenzione della Politica, della Magistratura, delle Forze dell’Ordine, della Cultura, del Privato Sociale e della Società Civile rispetto a questo tema? Quale sensibilità? Quale impostazione? Quale approccio?

Lunedì 19  marzo 2012 -  Ore 15,00 – 18.30

Sala delle Bandiere – Parlamento Europeo – Via IV novembre, 149 – Roma

PROGRAMMA
ore 15 – Saluto di Benvenuto
dott.a Clara Albani direttrice dell’Ufficio di informazione del PE per l’Italia
“Storie di Ponte e di Frontiere” ed. BeFree Sapere Solidale
Lettura di Angela Saieva e Elena Fazio 
La tratta di esseri umani è un fenomeno “sistemico”
dott. Oria Gargano presidente di BeFree
I richiedenti asilo
Diego Avanzato resp.le accoglienza C.A.R.A. Castelnuovo di Porto
Lo step dell’intervista
Daniela Di Rado, CIR
Le torturate 
Luca Attanasio, giornalista e scrittore
 
ore 16.00 – L’impegno richiesto agli Stati
DPO
ore 16.15 – L’impegno della Provincia di Roma
Ass.re Claudio Cecchini
ore 16.30 – L’impegno delle Forze dell’Ordine 
dott. Salvatore Gava
ore 16.45 – L’impegno dei Tribunali
dott. Roberto Staffa
ore 17.00 – Lavoro, ricerca, innovazione. Il valore dei protocolli  
Sost. Commissario Mario Belfiore, Avv.a Carla Quinto
ore 17,15 – La lotta contro la tratta: dati e prospettive
dott.a Maria Laura Capitta Provincia di Roma
ore 17,30– L’emersione - BeFree, Magliana80
ore 17,45– L’accoglienza  – ATS, Differenza Donna, Il fiore nel deserto
ore 18,00– L’inserimento sociale qualificato  - Magliana 80, Parsec
 
Interventi dal pubblico e dibattito    

 http://www.womenlobby.org/spip.php?article3279&lang=en
 

COMING OUT DALLA VIOLENZA

Sportello per donne lesbiche vittime di violenza

Presentazione
Mercoledì 14 marzo 2012  Ore 9.30 – 13,00

Casa Internazionale delle Donne-  Sala Simonetta Tosi

Via della Lungara 19, Roma

Il servizio “COMING OUT DALLA VIOLENZA” è finanziato dal DPO nell’ambito dell’Avviso per la concessione di contributi per iniziative finalizzate alla promozione delle politiche a favore delle pari opportunità di genere e dei diritti delle persone e delle pari opportunità per tutti/e.

E’ diretto alle donne lesbiche che subiscono violenze in ambito familiare, lavorativo, di coppia. BeFree intende occuparsi in maniera esclusiva di questo specifico problema, avendo maturato in proposito un grande esperienza di lavoro frontale e di elaborazione.
Intendiamo essere in forte network con tutti gli Enti e le Associazioni che si occupano più in generale dei diritti delle persone omosessuali, perchè riteniamo che solo una bella comunicazione tra tutt* possa dare forza ai progetti di ciascun*.

Sonostate/i invitate/i:

Dott.a Alessandra De Marco, Dir. DPO  –   Dott.a Agnese Canevari,  UNAR – Prof.a Monica Cristina Storini, Università di Roma Sapienza – AGEDO – ARCIGAY – ARCILESBICA -CGIL UFFICIO NUOVI DIRITTI – CLR – DGAY PROJECT – FAMIGLIE ARCOBALENO – LIBELLULA-  MARIO MIELI  – RETE GENITORI RAINBOW